Nuove formule a base di latte di capra: tutto quello che c’è da sapere

Sebbene in altri Paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda siano conosciute da oltre 20 anni, le formule per l’infanzia a base di latte di capra sono state introdotte nel mercato italiano solo di recente. Complice una bibliografia scientifica non particolarmente vasta, le proprietà del latte caprino in ambito pediatrico rimangono ancora poco conosciute al grande pubblico.

 

Una nuova alternativa per il mercato dei latti formulati

Nel numero di settembre della rivista scientifica Mondo Pediatrico è stato pubblicato l’articolo dal titolo “Tutto sul latte di capra come base per le formule”, scritto dal Prof. Andrea Vania, Responsabile del centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con la Dott.ssa Roberta Mercurio, specialista in Scienze dell’Alimentazione della Sapienza. L’articolo si propone di indagare le caratteristiche nutrizionali del latte di origine caprina, confrontandolo con il latte di origine vaccina e con quello materno.

Partendo dal presupposto che l’allattamento al seno rimane sempre la miglior fonte di nutrimento per i neonati, l’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) considera il latte di capra come una fonte proteica adeguata per la preparazione di formule per l’infanzia, siano esse di partenza, proseguimento o crescita.

 

Differenze tra latte di capra e latte vaccino

La parte principale dell’articolo è dedicata al confronto tra il latte di capra e quello vaccino. Dal punto di vista della composizione proteica, il latte caprino ha una maggior concentrazione di proteine. L’elevato contenuto di lattosio favorisce l’assorbimento di calcio, fosfato, magnesio e vitamina D. Inoltre, grazie al contenuto oligosaccaridico, l’attività prebiotica del latte di capra è più simile a quella del latte materno.
Altro aspetto fondamentale che il latte umano e quello di capra hanno in comune, è la modalità di secrezione: attraverso la secrezione apocrina vengono infatti rilasciati nucleotidi e amminoacidi liberi, che scarseggiano invece nel latte vaccino.

 

I vantaggi delle formule a base di latte di capra

Premesso che in nessuno caso il latte di capra fresco, così come quello vaccino, può essere somministrato a bambini di età inferiore a 12 mesi, le formule a base di latte di capra risultano più facilmente digeribili rispetto alle formule vaccine. Grazie alla maggior presenza di β-caseina e una minor concentrazione di αs1-caseina, il processo digestivo del latte di capra è infatti paragonabile a quello del latte umano. Anche il gusto è particolarmente apprezzato dai bambini, motivo per cui anche la compliance risulta maggiore, se si prende in considerazione un periodo di assunzione continuativo.

Dall’analisi del Prof. Vania emerge quindi che le formule a base di latte di capra possono essere una valida alternativa a quelle tradizionali, nel caso in cui ci siano delle reali impossibilità all’allattamento al seno, che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – rimane indubbiamente la scelta migliore. Il latte caprino formulato è una nuova soluzione soprattutto nei casi in cui il neonato eserciti un rifiuto nei confronti di altri tipi di latte, oppure in caso di difficoltà digestive o problemi di stipsi.

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