Latte artificiale? Non sono tutti uguali…

Nel nostro precedente articolo abbiamo analizzato i motivi che possono spingere una mamma a smettere di allattare al seno (http://juniapharma.it/it/blog/motivi-spingono-mamma-smettere-allattare-al-seno/) e ad optare quindi per il passaggio al latte artificiale. Una scelta, è bene sottolinearlo, che va sempre condivisa in tutto e per tutto con il pediatra.

 

Allo stesso tempo, pur affidandosi in toto alla competenza di uno specialista, è sempre bene che la stessa madre si faccia un’idea precisa sui vari latti in formula attualmente in commercio, molto diversi tra loro sia come caratteristiche che come prezzi. Perché, anche questo va evidenziato, se parliamo di qualità non tutti i latti artificiali sono uguali, pur rispettando le normative che impongono la presenza dei nutrienti importanti per la salute e lo sviluppo del bambino – carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali, più altri nutrienti in quantità minori – vietando altresì l’utilizzo di OGM e tenendo molto bassi i livelli tollerati di residui di inquinanti fitosanitari (pesticidi).

 

In primis, un buon latte in formula non deve solo consentire la miglior crescita del bambino, ma dovrebbe anche favorire lo sviluppo delle sue capacità intellettive, la resistenza alle infezioni e prevenire disturbi come allergie o problemi di digestione.
In secondo luogo – e questo riguarda tutti i prodotti presenti sul mercato, che si tratti di latte artificiale in polvere da ricostituire o già liquido – va fatta una distinzione tra latte in formula 1, per bambini da 0 a 6 mesi, latte in formula 2, noto anche come “latte di proseguimento”, per bambini da 6 a 12 mesi, e latte in formula 3, o “latte per la prima infanzia”, che copre il periodo che va da 12 a 36 mesi. Una formula, quest’ultima, su cui le opinioni dei pediatri sono abbastanza discordanti, visto che in molti consigliano, dopo un anno di età, di passare direttamente al classico latte della centrale.

 

Le differenze tra i vari latti artificiali in commercio riguardano principalmente le loro caratteristiche nutrizionali, poiché le aziende produttrici possono inserire o meno una serie di fattori qualitativi che sono stati identificati nel latte materno, come ad esempio minerali, vitamine e il DHA, un acido grasso polinsaturo essenziale della serie Omega 3 fondamentale per lo sviluppo del bambino, ma assente nel latte vaccino e quindi da inserire nella formula del latte adattato. Fattori che invece sono presenti naturalmente in prodotti come il latte in formula di capra, che rispetto al latte vaccino – dati alla mano – risulta molto più simile al latte materno, e di cui parleremo in maniera più approfondita nelle prossime settimane.

 

Esistono infine in commercio dei latti con formule speciali, come il latte idrolizzato, in cui le proteine sono sminuzzate per poter essere digerite più facilmente dall’organismo, o come il latte per neonati prematuri, studiato specificatamente per il rapido recupero di peso e contraddistinto dal numero 0.

 

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