junia pharma - bambina con lente di ingrandimento di fronte all'occhio

Occhi arrossati nei bambini: cosa fare?

Occhi rossi, spesso accompagnati da prurito e gonfiore, sono sintomo di irritazioni comuni in bambini e neonati, soprattutto durante la bella stagione.
Quali sono le cause più comuni e soprattutto cosa fare?

“Mamma mi bruciano gli occhi!” oppure “Mamma mi fa male l’occhio”, accompagnati dal classico prurito, lacrimazione e irrefrenabile istinto di toccarsi gli occhi con le mani – rigorosamente sporche dopo aver giocato al parco o in giardino. È più o meno così che inizia il calvario dei problemi legati alle irritazioni agli occhi, che puntuali soprattutto durante la bella stagione, colpiscono i bambini di tutte le età.

I sintomi sono svariati e possono andare dai classici occhi rossi, al gonfiore, prurito, bruciore, fino alla presenza di secrezioni liquide e biancastre oppure più dense e giallognole. Nonostante siano tutte problematiche risolvibili in poco tempo con le dovute accortezze e la giusta diagnosi, non è semplice far capire ai bambini che non devono toccare gli occhi quando sono arrossati o somministrare il collirio correttamente.

Occhi rossi nei bambini – le cause più comuni

Le cause legate all’arrossamento possono essere numerose e molto diverse, come virus e batteri, ma anche agenti inquinanti o punture di insetto. Di seguito alcune delle cause più comuni di occhi rossi e irritazioni nei bambini.

Congiuntivite

La congiuntivite nei neonati e, più in generale, nei bambini, è una delle cause più comuni di arrossamento agli occhi. Può essere di natura virale o batterica (congiuntivite infettiva) o allergica. In quest’ultimo caso può presentarsi ciclicamente in determinate stagioni, a seconda dell’allergene scatenante.
Dal punto di vista medico, la congiuntivite è un’infiammazione della membrana che riveste l’interno della palpebra (detta congiuntiva) e della parte bianca dell’occhio (la sclera). I sintomi, tanto fastidiosi quanto raramente pericolosi, si presentano con arrossamento, unito a gonfiore, prurito, lacrimazione intensa, secrezioni e sensibilità alla luce.

Se di natura infettiva e non allergica, questo tipo di infiammazione agli occhi è altamente contagiosa e si trasmette per contatto occhio-mano, con tessuti o anche acqua contaminata, per questo i bambini ne sono soggetti frequentemente.

Blefarite e dermatite atopica

La blefarite è un’infiammazione del bordo ciliare delle palpebre, con sintomi molto simili a quelli della classica congiuntivite virale o allergica, che si manifestano soprattutto la mattina. In caso di blefarite di origine batterica la pulizia delle palpebre dei bambini e neonati è fondamentale per tenere sotto controllo l’infezione ed evitare che si ripresenti, dal momento che spesso può essere recidiva.

Se notate un arrossamento della pelle intorno all’occhio dei vostri bambini, potrebbe trattarsi anche di dermatite atopica (eczema) palpebrale, una malattia della cute che generalmente si manifesta prima dei 5 anni di età. In questo caso la pelle risulta arrossata, costantemente secca, con croste e prurito intenso. La dermatite atopica non ha una localizzazione precisa, quindi controllate altre zone sensibili come gomiti, polsi, ginocchia e gli arti per verificare se si presentano altri arrossamenti oltre all’area oculare e al viso.

Allergie

Occhi gonfi e rossi, accompagnati da un’eccessiva lacrimazione, prurito e starnuti ogni volta che i bambini escono a giocare in giardino o al parco: sembra un chiaro segnale delle tipiche allergie primaverili. Già una decina di anni fa la SIPPS segnalava il costante aumento del fenomeno, soprattutto nei più piccoli: le allergie colpiscono circa il 20% dei bambini e sono causate principalmente dall’inquinamento ambientale, dagli stili di vita oltre che da una predisposizione genetica. Se avete il sospetto che vostro figlio possa soffrire di allergie primaverili, rivolgetevi al pediatra di fiducia per capire come intervenire.

Orzaioli, punture di insetto e altre cause di irritazione agli occhi

Altre cause di arrossamento agli occhi possono essere riconducibili alla formazione di un orzaiolo, ossia un accumulo di sebo nello spessore della palpebra, che gonfiandosi forma una “pallina” fastidiosa e dolorosa. Anche punture di insetti o corpuscoli estranei nell’occhio possono provocare irritazioni e gonfiore della zona oculare e possono durare anche 2 o 3 giorni.

Cosa fare in caso di occhi rossi: rimedi e consigli

La prima cosa da fare in caso di occhi rossi è evitare che il bambino si gratti l’occhio (specialmente con le manine sporche!). Certamente è più facile a dirsi che a farsi, soprattutto con i più piccoli, quindi cercate di detergere la zona arrossata con delle salviette specifiche per la pulizia degli occhi. Evitate rimedi casalinghi come impacchi di camomilla o un collirio qualsiasi ritrovato nell’armadio delle medicine, soprattutto se non siete certi della causa dell’arrossamento.

È il caso di avvertire subito il pediatra quando:

  • il bambino lamenta dolore intenso e/o non riesce a chiudere l’occhio;
  • il bambino manifesta fastidio alla luce;
  • la causa dell’occhio rosso è un trauma o un corpo estraneo nell’occhio;
  • le palpebre sono molto gonfie e rosse;
  • la vista del bambino sembra compromessa;
  • l’iride vi sembra opaca o arrossata.

Gli occhi dei neonati: vista, pulizia quotidiana, consigli

Vi abbiamo già raccontato di quando iniziano a vedere i bambini e di come gli occhi dei neonati siano un organo sensibile e in costante sviluppo nei primi mesi di vita. Si tratta della prima “finestra sul mondo”, perciò è importante prendersene cura quotidianamente. Bastano 2 minuti per rimuovere piccole incrostazioni con una garza sterile e acqua tiepida (sarebbe meglio bollirla prima dell’uso) oppure con pratiche salviette monouso per la pulizia delle palpebre e delle ciglia. Infine, praticate un delicato massaggio al dotto lacrimale per rimuovere eventuali secrezioni.

Attenzione: eseguite la pulizia della zona oculare solo dopo esservi accuratamente lavati le mani e non usate la stessa salvietta per entrambi gli occhi, per evitare il rischio di infezioni trasportando i batteri da un occhio all’altro.

Questo articolo non sostituisce il parere del pediatra. Per ricevere maggiori informazioni a riguardo contatta il tuo medico di fiducia.