sport per bambini - bambino sorridente che si arrampica su una parete attrezzata

Sport di squadra e sport individuali per bambini

Che sia di squadra o individuale, lo sport è molto importante per lo sviluppo dei bambini. I benefici sono innumerevoli: dagli innegabili effetti positivi su crescita, difese immunitarie e sviluppo motorio, alla possibilità di socializzare, fino a prevenire, secondo numerosi studi, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol e atteggiamenti violenti. Inoltre, già dall’infanzia lo sport alimenta il benessere psicologico, lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia e aiuta ad affrontare in maniera più sana e costruttiva ansia e situazioni stressanti.

Appurato che inserire uno sport nella routine dei bambini è cosa buona e giusta, quale scegliere? Come possono fare i genitori per orientare i bambini nella scelta dello sport?

Aiutare i bambini a scegliere uno sport

In linea di principio, non esiste uno sport migliore rispetto ad un altro: tutto dipende dall’età, dalle caratteristiche del bambino e dalle sue preferenze, senza farsi influenzare dagli stereotipi in cui sono incasellate alcune discipline. Ad esempio, la danza è uno sport da femmine mentre il calcio è da maschi, il rugby è violento, il tennis è solitario. Lasciate i bambini esplorare varie possibilità, assecondando la loro curiosità.

La scelta dello sport più adatto per i bambini deve innanzitutto basarsi sui loro desideri e interessi. Obbligarli a fare un determinato sport non è di alcun beneficio anzi, sarebbe totalmente controproducente perché verrebbero a mancare gli stimoli giusti che motivano qualunque persona a praticare attività sportiva, a maggior ragione i bambini.

Un componente fondamentale dello sport, infatti, è il divertimento perché stimola anche la capacità di concentrazione di bambini e ragazzi: per questo avranno senz’altro risultati migliori praticando uno sport che li appassiona. Praticare uno sport in cui manca il divertimento o per cui un bambino non si sente portato potrebbe causare insicurezza che si ripercuoterebbe sulla capacità di socializzare.

Sport di squadra per bambini e bambine

Quali sono gli sport di squadra da proporre ai bambini in età scolare, cioè dai 6 anni circa ai 13 anni?
Ecco alcuni esempi:

  • Calcio: l’età adatta per cominciare a giocare a calcio è 7-8 anni. Come accade per altri sport di squadra, infatti, prima di questa età il bimbo è troppo piccolo per capire regole complesse e ricoprire i diversi ruoli presenti in un team. I benefici di questo sport sono tanti: migliora la capacità respiratoria, stimola a comprendere lo spirito di squadra, favorisce la coordinazione, sviluppa velocità e resistenza.
  • Basket: analogamente al calcio, anche il basket stimola lo spirito di gruppo. Secondo la Federazione Italiana Pallacanestro, l’età per iniziare ad approcciare questo sport è tra i 4 e i 10 anni. È uno sport che aiuta a sviluppare una buona coordinazione neuro-muscolare, facendo lavorare gambe e braccia, allungando la colonna vertebrale e fortificando i muscoli addominali.
  • Pallavolo: i benefici della pallavolo sono del tutto simili a quelli della pallacanestro; oltre a stimolare lo spirito di squadra, tutto il corpo si allena, sviluppando inoltre capacità come la coordinazione e la precisione. L’età per cominciare è già dai 5-6 anni.
  • Rugby: la Federazione italiana Rugby accetta bambini dai 5 anni in su. Questo sport piace a tanti genitori perché per giocare a mini rugby non sono richieste doti fisiche particolari, si tratta di un gioco che riesce a coinvolgere i bambini con qualsiasi struttura fisica: il bambino robusto, quello alto, quello piccolo e scattante. Il rugby, inoltre, è uno degli sport che più promuove modelli di comportamento positivi improntati all’impegno, al rispetto delle regole, al corretto rapporto con gli altri.

Sport individuali per bambini e bambine

Sono molti gli sport individuali da proporre ai bambini che, nonostante non siano improntati sulle dinamiche della squadra, sanno comunque incoraggiare agonismo, rispetto per se stessi e per le regole. Vediamone alcuni:

  • Nuoto: quante volte abbiamo sentito dire che “il nuoto è lo sport più completo”? In effetti si tratta più di un luogo comune: il nuoto è una disciplina consigliatissima fin dai primi anni di vita, se non dai primi mesi se vogliamo considerare i corsi di galleggiamento da fare insieme alla mamma o al papà. I primi corsi veri partono invece dai 3 anni. Il nuoto aiuta la coordinazione e permette di far lavorare i muscoli senza sovraccaricarli. Rende la colonna vertebrale più elastica e migliora la postura, favorendo la coordinazione.
  • Tennis: il tennis, come la scherma, è uno sport individuale che favorisce il senso di responsabilità e la concentrazione. I corsi possono cominciare dai 6-7 anni, mentre per l’agonismo meglio aspettare gli 8-10 anni. Il tennis aiuta a sviluppare coordinazione, motricità e rafforzamento di busto, gambe e vista.
  • Sci: la Scuola Italiana Sci ha indicato i 5 anni come l’età giusta per iniziare a sciare, quando si hanno sufficienti capacità motorie, coordinative e psico-fisiche. Il consiglio dei maestri è di iniziare facendo corsi con altri bambini, con tempi allungati e senza la fretta di voler imparare tutto e subito. Trovarsi insieme ad altri bambini permette ai piccoli di giocare, guardare ed osservare gli altri senza lo stress da prestazione, dando modo di favorire nuove amicizie.
  • Arti marziali: per i bambini dai 5 anni in su le arti marziali sono un’ottima soluzione sportiva poiché si prestano in modo ottimale ad accompagnare e sostenere tutti i cambiamenti fisici e mentali dell’età evolutiva. L’obiettivo degli sport di autodifesa non è quello di coinvolgere i più piccoli in veri e propri combattimenti, quanto quello di accrescere la fiducia in sé stessi e l’autostima. Le arti marziali necessitano di forza e coordinazione neuromotoria, che arriveranno col tempo, ma possono essere utili per bambini timidi e insicuri perché infondono fiducia nelle proprie capacità e, a quelli più vivaci, perché insegnano a controllare energia e aggressività.
  • Danza: innanzitutto bisogna sfatare il luogo comune secondo cui la danza è uno sport prettamente femminile. Ballare non significa soltanto muoversi e divertirsi a ritmo di musica, bensì di una perfetta combinazione tra attività fisica, interazione sociale e stimolazione mentale. La danza migliora la qualità della vita in numerosi modi: salute, fiducia in sé stessi, auto-espressione, socializzazione, relax e divertimento. Il beneficio principale è la corretta postura.

Sport per bambini piccoli (2-5 anni)

Non ci sono sport adatti in modo particolare ai bambini in età prescolare ma, fino ai 5 anni, possono partecipare a corsi di psicomotricità che vengono consigliati da pediatri e psicologi infantili dai 2 ai 6 anni. Queste attività fanno leva sul divertimento e la socializzazione e, nel frattempo, incoraggiano l’espressione di se stessi attraverso il linguaggio del corpo dal momento che, in questa fascia d’età, è più importante rispetto a quello che i bambini esprimono attraverso le parole.

In conclusione, non c’è bisogno di ribadire quanto lo sport già da bambini sia importante per garantire una crescita sana. Ai genitori non rimane che lasciare ai figli la libertà di provare sport diversi, senza pregiudizi e senza forzare la scelta verso una disciplina in particolare. Per invogliare i piccoli a fare attività sportiva e aiutarli a scegliere lo sport più giusto per loro, è fondamentale che l’esercizio fisico non sia vissuto come un obbligo. Ecco perché il primo approccio inizia in famiglia con, ad esempio, passeggiate a piedi, gite in bicicletta, escursioni in montagna, corse e salti al parco, una nuotata in piscina o al mare.